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Benvenuti nel sito di MAGIONCALDA, piccola frazione di Carrega Ligure (AL)

paese

1000m s.l.m.


UN PO' DI STORIA

Vanta le sue vetuste glorie monastiche, nonché la sua ricchezza agricola ed economica quale grangia. Il 14 luglio 1197 Baiamonte di Figino, in Tortona, alla presenza dell’abbate di Santa Maria di Rivalta, dona al proprio figlio Rogerio monaco della stessa, una sua proprietà posta nella villa di Magioncalda, intorno alla chiesa del medesimo luogo: «…in ville Maxuncalde que est in Valle bulberie circa ecclesiam eiusdem ville». Dal documento rileviamo che l’appezzamento era «tanto quanto potevano in un anno lavorare due paia di buoi». Nel 1199 lo stesso Baiamonte procede ad altra donazione di terreno al monastero di Rivalta. Specifica il documento che trattasi di luogo incolto detto «il prato», «ubi dicitur pratum et est in castellaria de Carrea». Il terreno, che ancora oggi conserva la denominazione di «il Prao», si trova nei pressi del castello. Il 27 novembre 1203 Beltramo, Oglerio e Lanfranco fratelli e figli del fu Beltrame Gonfalonieri, in Cremante, fanno vendita di tutti i loro beni di Magioncalda al monastero di Santa Maria di Rivalta per lire 10 di Pavia. Il 12 maggio 1204 i figli di Baiamonte di Figino, ossia Murro, Gualdino, Marabotto, Baiamonte jr. e Girardo, in Cremante, procedono ad una permuta di terreni. Il monastero di Rivalta cede al citato Murro di Cremonte ed ai suoi fratelli il luogo incolto detto «il prato» che esso monastero possedeva. Murro e fratelli cedono al monastero di Rivalta tutti i loro possedimenti in Magioncalda, consistenti in boschi, pascoli, prati, terreni colti ed incolti, specificando che gli stessi si trovano nel territorio che dalla Costa di Vegni discende in Borbera verso Carrega. Trattasi qui delle terre della villa di Chiapparo. Federico II con suo diploma del 6 aprile 1217 confermando i beni posseduti dall’abbazia di Rivalta fa specifica menzione della grangia di Magioncalda. Il 22 ottobre 1230 in Dernice, Alberto di Cartasegna con il figlio aliena un podere posto in Magiocalda al prezzo di 35 lire pavesi. L’otto ottobre 1234 Alberto dei signori di Grondona e Calvino suo fratello, figli del q. Rubaldo Bucavano, rinunciano per due moggi di frumento ad ogni loro diritto sulla grangia cistercense di Magioncalda.

(Testo tratto da "Sulle Orme dell'antico Castello e della Signoria di Carrega Ligure" di Piero Asborno)

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